
Come questi due concetti (la manipolazione e la paura) possono intersecarsi direi in un circolo vizioso che alimenta un malfunzionamento del nostro sistema psico-fisico e immunitario? Provo ad esplicitarlo.
Si è fatta strada negli ultimi 30 anni una disciplina, la PNEI (psiconeuroendocrinoimmunologia) che connette Medicina e Psicologia; secondo tale scienza i pensieri vengono tradotti in neuropeptidi di molecole i quali viaggiano nel corpo passando nelle strutture nervose e ghiandolari fino a raggiungere il sistema immunitario (1) (2). Dunque mente e corpo sono strettamente connessi, si potrebbe forse dire che si tratti della “stessa cosa”.
In condizioni di forte stress o paura, il corpo reagisce in modo fisiologico, ma l’organismo rimane in salute se dopo tale stress che può essere anche causato da un forte spavento, l’individuo torna abbastanza rapidamente in una condizione di serenità e di equilibrio; se invece tale situazione di stress cronico o di paura costante viene protratta nel tempo si attiva, come sempre, il circuito che ha la funzione di regolare lo stress (asse ipotalamico-pituitario-adrenale) ma che in tale condizione di stress assordante va in cortocircuito e quindi verranno prodotte grandi quantità di cortisolo e adrenalina (gli ormoni dello stress) che rilasciati per tempi prolungati determinano la riduzione della loro capacità di bloccare le infiammazioni, dunque un conseguente crollo del sistema immunitario.
Non è tutto.
Attraverso la paura è possibile indurre negli esseri umani una sorta di stato di “ipnosi” che causa una diminuzione o azzeramento delle capacità critiche e di giudizio.
Tale fenomeno è possibile in quanto a livello cerebrale sono presenti due aree importanti e connesse: l’amigdala (regione emotiva, sede dell’istinto di sopravvivenza) e l’area prefrontale (sede del ragionamento logico). Nel momento in cui vi è un sovraccarico a livello emotivo causato da una forte e protratta emozione di paura, si crea nel corpo una tempesta chimica che provoca un cortocircuito a livello di corteccia prefrontale, a questo punto le emozioni non hanno più un filtro e non sono più gestite poiché le facoltà critiche e di giudizio vengono meno (6). In questa condizione l’essere umano è molto suggestionabile ed è completamente in balia di quello che qualsiasi autorità proponga come “soluzione” per acquietare tale “caos” interno, esattamente la condizione del paziente nei confronti dell’ipnotista.
La paura dunque è una emozione adattiva ma se intensa e protratta nel tempo può dar luogo a pericolosi stati di suggestionabilità e dunque tale emozione può essere anche utilizzata in modo manipolatorio per orientare individui verso determinati comportamenti o pensieri proprio a causa del meccanismo che ho sopra descritto.
Fisiologicamente quindi per essere in salute e sostenere il sistema immunitario, l’essere umano ha bisogno di evitare l’esposizione ad eventi o narrazioni che causino uno stato di paura costante e anche di vivere la socialità in presenza, in quanto il contatto fisico aumenta la produzione di ossitocina, anche detta ormone sociale la quale aumenta l’efficacia del sistema immunitario e mantiene l’equilibrio emotivo (3). L’essere umano è infatti un “animale sociale obbligato”, ciò vuol dire che egli ha necessità di vivere la socialità(5), tanto che, uno stato di isolamento può essere paragonato ad un evento traumatico e soprattutto nei casi di individui più fragili come i bambini può causare danni psicologici che vanno dalle difficoltà nelle abilità sociali fino a (in minor numero di casi) sintomatologie più gravi che possono arrivare fino alla dissociazione della coscienza o all’autolesionismo (4).
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI:
(1) F. Bottaccioli “Psiconeuroendocrinoimmunologia. I fondamenti scientifici delle relazioni mente- corpo. Le basi razionali della medicina integrata” Red Edizioni, 2015
(2) H. Wagner, K. Silber “Psicologia fisiologica” Il Mulino, 2006
(3) M. Pacori “Il linguaggio segreto dei sintomi” Sperling&Kupfer, 2016
SITOGRAFIA
(4) https://www.stateofmind.it/tag/trauma-esperienze-traumatiche/
(5) https://www.corriere.it/cultura/08_settembre_28/cervello_sociale_0f41e100-8d2f-11dd-90cc-00144f02aabc.shtml
(6) https://www.linguaggiodelcorpo.it/2017/09/06/neuroscienze-ipnosi-non-verbale/
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